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Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione qualità prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile

giovedì 15 maggio 2008

BRUNELLO di MONTALCINO: STOP all'export negli U.S.A.


Riporto una notizia di ieri:
(ANSA)-" NEW YORK, 14 MAG - Gli Usa minacciano di bloccare le importazioni di Brunello di Montalcino se non viene attestata la produzione al 100% con uve Sangiovese. L'iniziativa e' dell'US Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (Attb), che avverte in una lettera che le importazioni verranno bloccate a partire dal 9 giugno, a meno che le spedizioni non arrivino accompagnate da certificati di produzione. L'ultimatum Usa fa seguito allo scandalo del Brunello arricchito con Merlot o altri vitigni un poco meno nobili."

In risposta a tutto questo il Consorzio del Brunello si muove............
AGI) - Siena, 14 mag. - Piena conferma del "Disciplinare", di produzione. Annuncio, in relazione all'inchiesta della magistratura senese della nomina di Paolo Capretti ex Capo dell'Ispettorato di Firenze per il controllo della qualita' dei prodotti agroalimentari e docente di legislazione vinicola presso l'Universita' di Pisa, nel ruolo di responsabile dell'area dei controlli del Consorzio. Creazione di un Comitato strategico merito alle richieste di informazione dell'ATTB (Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau) per la distribuzione del Brunello sul mercato Usa. Queste le decisioni emerse dalla assemblea di oggi del Consorzio del Brunello svoltasi a Montalcino. Riguardo ai temi contingenti, parlando ai produttori presenti all'assemblea, il Presidente Francesco Marone Cinzano - che informa una nota dello stesso Consorzio, ha peraltro rimesso e riottenuto con l'intero Consiglio, la "fiducia" sul proprio operato - ha affermato come "si debba recepire in toto lo spirito della direttiva europea che indica le stesse associazioni di produttori quali organismi di autogoverno e controllo delle proprie produzioni. In pratica - ha aggiunto Marone Cinzano - dobbiamo assumerci la responsabilita' della nostra denominazione D.O.C.G. e garantire al mondo intero e alla prestigiosa clientela che ci apprezza, la qualita' ed il controllo del prodotto che esce dalle nostre cantine". Nel corso dell'assemblea il Consiglio del consorzio ha inoltre comunicato che, nell'ottica di una sempre maggiore tutela della denominazione del prodotto, il marchio d'impresa "Brunello di Montalcino" e' stato depositato presso 59 paesi nel mondo. Tra questi l'Australia, continente con il quale vi sono state storiche difficolta' burocratiche nella procedura di registrazione marchi.(AGI)
NB: Il mese scorso, però, il presidente dello stesso consorzio, Francesco Marone Cinzano, aveva confermato i nomi delle aziende al momento indagate, fra cui anche la sua, assieme a quelle di Frescobaldi, Villa Banfi, Argiano e Antinori. Marone Cinzano è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di frode in commercio in qualità di proprietario dell'azienda Col d'Orcia.(trascrizione da Reuters)
Un commento del sottoscritto:
Questa storia del Brunello in blend non è detto poi che sia così negativa per l'export e per il mercato in generale! Sarà l'occasione per gli americani che - diciamoci la verità, non sono grandi intenditori di vino ma grandi spendaccioni soggetti alla pubblicità -impareranno che noi Italiani sappiamo fare anche altri vini eccellenti e poi per il mercato interno è anche giusto che lo strapotere di alcuni produttori subisca una lezione! Viva il Brunello, il Barolo, I Bolgheresi, Il Chianti Classico, I Taurasi ..... tanto per citare i famosi ...... ma anche - e sopratutto - il Carmignano, il Montecucco, il Rosso Conero, l'Aglianico del Vulture, il Cannonau, Il Montepulciano d'Abruzzo che sono ottimi vini, costano il giusto e sono molto meno conosciuti!
Che dire.....ai posteri l'ardua sentenza!
A presto, Marco

mercoledì 14 maggio 2008

Bucatini con alici: una ricetta di "Heinz Beck"

Presentiamo una ricetta del famoso chef Hinz Beck del ristorante la Pergola dell'Hotel Cavalieri Hilton di Roma. pubblicata sul libro "Pasta" edito da Biblioteca Culinaria di Lodi.
Ingredienti per 4 persone:
320 gr di bucatini
600 gr di finocchi
200 gr di alici fresche
150 gr di pomodorini pachino
350 ml di vino bianco (lo stesso che abbiniamo al piatto)
4 spicchi d'aglio, 2 rametti di prezzemolo, mezza carota,mezza cipolla,una costa di sedano, mezza foglia di alloro, mezzo scalogno, pepe in grani, uva passa, pinoli, un bicchierino di passito di Pantelleria, mollica di pane, zafferano, olio extra vergine di oliva, sale, pepe.
Preparazione:
Sfilettare le alici tenendo da parte le lische,marinarle con qualche cucchiaio di olio emulsionato con vino bianco, uno spicchio d'aglio a pezzettini e del prezzemolo.
In una padella saltare l'olio la carota, la cipolla, il sedano e aggiungere lelische delle alici. Bagnare con il vino bianco, lasciare evaporare e coprire di acqua, aggiungere l'alloro, il pepe in grani e due spicchi d'aglio. Portare il tutto ad ebollizione e togliere man mano la schiuma che si formerà, ridurre fino a 250ml, lasciar raffreddare e passare al colino.
Pulire i finocchi tenendo separate le barbe verdi, le foglie esterne e il cuore e tagliare quest'ultimo a dadini. Lessare le foglie esterne in acqua salata e frullarle con l'aggiunta di olio, sale se necessario, passare quindi il purè al setaccio. Pulire le barbe dei finocchi e tagliarle finemente. Far rinvenire l'uvetta nel passito scaldato leggermente e scolarla. Frullare la mollica di pane e tostarla in una padella antiaderente con un filo d'olio e un pizzico di sale.
Tostare i pinoli in una padella ben calda. scottare i pomodorini in acqua bollente, scolarli e raffreddarli subito in acqua e ghiaccio. Spellarli dividerli in quattro e privarli dei semi. riscaldare in una padella due cucchiai di olio con l'ultimo spicchio d'aglio e lo scalogno. Unire i dadini di finocchio, saltarli alcuni istanti, eliminare poi la cipolla e l'aglio, bagnare con il fumetto di alici, aggiungere lo zafferano e terminare la cottura finchè il tutto sarà ridotto a 150 ml. Togliere a questo punto dal fuoco ed aggiungere le barbe dei finocchi, l'uvetta, i pinoli, sale e pepe. Cuocere i bucatini in abbondante acqua e sale, scolarli e mantecare la pasta con la salsa, i pomodorini, un cucchiaio di purè di finocchio e un filo d'olio. Deporre al centro di ogni piatto un pò di purè di finocchi risclaldato, sistemarvi sopra i bucatini e spolverarli con la mollica di pane tostata.
Abbinamento:
Per questo piatto dalla materia prima semplice e dalle sensazioni penetranti e gusto a tendenza dolce ma nell'insieme molto raffinato abbinerei uno Champagne Barnaut Couvée Gran Riserve - Gran Crù : Brut (dosaggio 6gr litro) - Assemblaggio : 2/3 di Pinot nero e 1/3 di Chardonnay di Bouzy. Come tutti gli Champenois della Côte de Noirs si presenta con una “vinosità”, del resto non cercata negli Chardonnay. Uno Champagne veramente duttile che può essere bevuto durante tutta la giornata ma particolarmente indicato a tutto pasto. Ottimo anche come aperitivo con degli stuzzichini mediamente grassi. Ha in sè quell'acidità e struttura giusta per sposarsi magnificamente con questo piatto tutto italiano. Ovviamente questo stesso champagne dovrà essere usato per bagnare gli ingredienti nel corso della preparazione della ricetta. In alternativa scegliere sempre un vino secco e di buon corpo.
Lo champagne Barnaut lo troverete in Enoteca al prezzo di € 30,00
Alla prossima tornata! Un saluto dal vostro Sommelier Marco

martedì 13 maggio 2008

LE MACCHIOLE - Bolgheri: un Produttore ed i suoi vini da non dimenticare

Oggi è la volta di una Cantina nota agli intenditori e forse, un po’ meno, a chi segue “troppo” la pubblicità ……… La cantina da me SELEZIONATA si chiama “Le Macchiole” e si trova nella famosissima zona di Bolgheri a pochi chilometri dall’area medioevale del borgo di Bolgheri (LI).
www.lemacchiole.it
Questo produttore dispone di terreni estremamente vocati per la vigna particolarmente per i vitigni bordolesi (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot) ha impostato la produzione con una elevatissima concentrazione di piante per ettaro (circa 10.000) ed una bassissima resa per pianta (meno di 1 Kg di uva). La produzione di punta è orientata su monovitigni, diversamente dagli altri produttori della zona, per cui abbiamo modo di apprezzare la purezza del Cabernet Frac, Syrah, Merlot. Da questi tre vitigni nascono tre vini inconfondibili, di grande struttura, equilibrio e fruttuosità nel gusto. Tre, le etichette per i vini in purezza:

· Messorio Igt Toscana: da Merlot 100% la cui produzione è bassissima (8/9000 bottiglie) ed il costo elevato (abbondantemente sopra i € 110,00 per bottiglia da 75cl) non ha, comunque, niente da invidiare rispetto ad altri vini “iperblasonati” della stessa zona sempre a base di Merlot il cui costo è anche molto superiore. Una volta se volete rinunciare ad una cena a due provate a degustarlo in tutta serenità magari a casa con la vostra compagna o compagno, versatelo in grandi calici e centellinatelo accompagnandovi con qualche pezzettino del vostro formaggio stagionato preferito. Il 2004 è un’ottima annata ed è disponibile ancora in commercio.

· Scrio Igt Toscana: Syrah in purezza che presenta toni caldi di spezie dolci e vegetali, bella struttura ed equilibrio, finale lungo e persistente. Le ultime annate sono tutte più o meno sullo stesso livello, per chi ama i Syrah Australiani apprezzerà questo nostrano un po’ meno “pesante di barrique” e forse più raffinato. Costo circa € 80,00

· Paleo Igt Toscana : 2004 prodotte 30.000 bottiglie. Grande Cabernet Franc in purezza! Sensazioni olfattive e gustative eteree che spaziano tra erbe aromatiche e spezie con tannini fini e morbidi, un piacere per il palato! A titolo di curiosità ho letto in questi giorni su questo vino una recensione di un esperto della rivista “Bibenda n.26” che desidero segnalare: “Magnifica veste rubino,come una turbina alimenta ed evoca sensazioni di frutti selvatici, note di erbe aromatiche come cerfoglio, origano,lavanda; non mancano note floreali di viola, un soffio minerale che ricorda il ferro, sfumature di resina, tocchi boisè impreziositi da spezie dolci. Bocca raffinatissima, dal tannino di seta. Sublime duratura persistenza”. Costo intorno a 55,00/60,00 €

· Le Macchiole Bolgheri Rosso D.o.c. 2006: impostazione in blend con Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc e Syrah equamente ripartiti, al naso profumi di frutti di bosco, vaniglia e pepe, in bocca si presenta molto equilibrato ed elegante, di buona struttura e dai tannini morbidi nonostante la “tenera età” , la vinificazione avviene nei legni “sfruttati” dai più “grandi”. E’ comunque un ottimo vino in rapporto al prezzo, tra i migliori Bolgheresi “base” da me bevuti quest’anno. Costo circa 16,00 €

Fra tutti il PALEO 2004 mi ha conquistato!
Alla prossima............. Marco

sabato 10 maggio 2008

Cantine Aperte sabato 24 e domenica 25 Maggio – Degustazione vini e gastronomia libera e gratuita ore 10:30-18:30 (Free visits and winetasting)





Anche quest’anno viene confermata l’iniziativa delle Cantine aperte in tutt’Italia promossa dal Movimento Turismo del vino http://www.movimentoturismovino.it/ e, per quanto riguarda la mia Regione di residenza, sono 23 le Cantine che aderiscono all’iniziativa.
Il Lazio, oggetto di una viticultura “giovane con radici antiche” ha, nel corso degli ultimi anni, bruciato le tappe segnando un netto miglioramento nella qualità dei vini prodotti (anche se c’è ancora molta strada da compiere…..). Per quanto riguarda le Cantine della mia provincia ( Viterbo) abbiamo, purtroppo, parecchie defezioni di nomi importanti, solo tre hanno aderito (considerato un totale di circa 20) e desidero segnalarvele onde possiate cogliere l’occasione per andarle a visitare a trascorrere così una giornata diversa.
1. Azienda Agricola Antica Cantina Leonardi – Via del Pino, 12 Montefiascone Tel 0761.826028 http://www.cantinaleonardi.it/
2. Az. Agricola Caprigliano – Località Madonna delle Grazie, 1 Corchiano Tel. 0761.572041
3. Tenuta Ronci – Località Valle Ronci, snc Nepi Tel. 0761596275 http://www.roncidinepi.com/
Un breve cenno alle produzioni:
· Leonardi spicca per i suoi bianchi freschi e profumati, Est Est Est Poggio del Cardinale a base di Trebbiano, Malvasia e Rossetto; Pensiero, un grechetto di buona struttura legato al territorio. Da segnalare anche il “Don Carlo” a base di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Frank asciutto e un pò “grintoso”, giusto per un abbinamento con la carne alla brace.
· Caprigliano presenta i suoi “gioielli” Musalè a base di Cabernet Sauvignon in purezza, speziato e di buona struttura e lo Chardonnay Pian Sant’Angelo di buon corpo e persistenza gusto/olfattiva.
· La Tenuta Ronci si propone, in particolare, con tre prodotti che mostrano un buon compromesso di qualità: il Rosso Veste Porpora (Sangiovese e Cabernet Sauvignon in egual misura) e i due Bianchi Vigna Manti e Oro di Corte entrambi a base di Chardonnay in purezza con il primo che domina in struttura, complessità con "rilasci" della barrique molto presenti.
Per chi vive in provincia di Roma o Viterbo ed ha voglia di fare una gita per il week-end del 24/25 corrente, tutte e tre le Cantine citate valgono una passeggiata anche per godere della stupenda campagna della nostra Tuscia! Ringrazio tutti e presto vi proporrò un altro itinerario alternativo.
Marco

martedì 6 maggio 2008

Le bottiglie per il vino, formati e capacità

Alcune informazioni su questo argomento dato che spesso mi vengono poste domande e curiosità in proposito, infatti capita di che mi vengano posti quesiti sul nome delle varie forme usate per le bottiglie di vino e delle relative capacità di contenuto. Dobbiamo sapere che, di norma, le bottiglie assumono forme e nome a seconda della regione o zona vinicola ove è stata primariamente adottata. Le forme più famose sono di origine Francese, fra queste annoveriamo le principali che vediamo normalmente:

  1. la bottiglia bordolese, originaria appunto della zona di Bordeaux, di uso assai comune ed utilizzata prevalentemente per vini rossi

  2. la bottiglia borgognona anch'essa di origine Francese nella regione di Borgogna appunto famosa per la produzione del Pinot noir

  3. la bottiglia renana sempre di origine Francese zona fiume Reno utilizzata per i vini bianchi in genere

  4. la così detta champagnotta è la bottiglia classica utilizzata per gli spumanti. di colore scuro e con il vetro molto spesso dato che deve essere in grado di resistere alla pressione interna fino a 10 atmosfere!

  5. la bottiglia albeisa di origine Piemontese (Alba in particolare) impiegata per i Barolo e Barbera

  6. marsalese tipica del vino Marsala

Nell'ordine da sinistra verso destra (salendo) bordolese, borgognona, renana, champagnotta, albeisa e marsalese:

















Ricordiamo che la bottiglia classica è standardizzata per una capacità di 750 ml o 75 cl per i vini fermi. Sono ammessi in commercio i così detti "grandi formati" il cui contenuto è sempre un multiplo di 75cl. Avremo quindi la MAGNUM PARI A 2 bottiglie da 75 cl quindi 1,5 Lt, JEROBOAM o doppio Magnum corrispondente a 4 bottiglie pari a 3 LT, MATHUSALEM 8 BOTTIGLIE per 6 Lt, SALMANAZAR 9 Lt (12 bottiglie da 75 cl), BALTHAZAR e NABUCODONOSOR rispettivamente da 12 e 15 Lt.
Non voglio tediarvi ulterirmente con altri nomi, quanto basta per togliervi alcuni dubbi e curiosità su questi nomi "storici".
Al prossimo blog............
Marco

lunedì 28 aprile 2008

Testiamo la vostra conoscenza sul Vino, alcuni quesiti facili facili.....

Per noi Italiani il vino è un elemento naturale che fa parte del nostro vivere quotidiano tanto che ognuno di noi anziano o giovane che sia sa bene di che cosa stiamo parlando………….o no? Vogliamo provare a valutare fino a che punto ne sappiamo in generale di questo argomento?
Ebbene ecco a voi un piccolo test di dieci quesiti sul vino. Provate a rispondere senza pensarci troppo (a margine del test troverete le risposte ed il giudizio sul vostro grado di conoscenza sull’argomento).
1) L’Amarone è:
a) un vitigno
b) un vino
c) un liquore alla prugna
2) Quali di queste sigle viene usata per il vino?
a) D.o.p.
b) V.q.p.r.d.
c) D.v.d.
3) La legislazione italiana ammette l’aggiunta di zucchero per produrre vino fermo?
a) si
b) si, solamente quando la gradazione alcolica del mosto è inferiore a 7gr
c) no
4) Che cos’è il Calvados?
a) Regione spagnola dove si produce un ottimo Porto
b) Famoso Rhum del centro America
c) Distillato a base di mele
5) Quale di questi vini viene prodotto con il vitigno Aglianico
a) Taurasi
b) Barbaresco
c) Torgiano
6) Che cos’è un guyot?
a) un vitigno
b) un vino Francese molto profumato
c) un sistema di allevamento della vite
7) Che cosa sono i polifenoli?
a) sostanze contenute nella buccia dell’uva
b) tecnici addetti alla manutenzione delle botti
c) particolari tappi per bottiglie
8) Se il livello zuccherino dell’uva a maturazione è del 20% quale sarà approssimativamente il grado alcolico del vino prodotto?
a) 15 gradi alcolici
b) 12 gradi alcolici
c) 8 gradi alcolici
9) Che cosa significa Cremant?
a) un particolare vino dolce cremoso
b) uno spumante Francese prodotto al di fuori della zona dello Champagne
c) un famoso Produttore di vino Bordeaux
10) A quale epoca si fanno risalire le prime produzioni di vino nella storia?
a) circa 3.500 anni a.c. in Asia Minore
b) all’epoca dei Romani circa 500 anni a.c.
c) nel medio Evo in Francia intorno all’anno 1000

LA SOLUZIONE E', NELL'ORDINE:
1-b 2-b 3-c 4-c 5-a 6-c 7-a 8-b 9-b 10-a
Giudizio:
· fino a 4 risposte esatte: sei astemio e non ti interessa assolutamente l’argomento oppure, se ti piace bere, un consiglio…..stai attento a quello che bevi!
· da 5 a 7 : sei abbastanza preparato e sicuramente apprezzi il buon vino, devi comunque migliorare per poter apprezzare meglio la realtà "vino e dintorni"
· da 8 a 9 : l’argomento è per te interessante, ami il buon bere e sei curioso di approfondire gli aspetti enogastronomici, sai scegliere sempre una buona bottiglia!
· Tutte esatte : che dire, hai tutte le doti per essere un esperto, saprai certamente degustare, abbinare e anche valutare la qualità dei vini, la tua cantina è molto curata.
Speriamo che il test vi abbia soddisfatto, per ulteriori curiosità sono sempre a vostra disposizione.
A presto, Marco

mercoledì 23 aprile 2008

ETICHETTA: carta d'identità del vino, proviamo a valutare l’Etichetta sulle bottiglie



Questa volta ci soffermiamo a descrivere e commentare l’etichetta, forse ci può aiutare a non incorrere in sventurati o incauti acquisti......... visti i tempi! La sua forma, il suo colore e disegno attraggono il nostro sguardo verso una bottiglia piuttosto che un’altra, la fanno passare inosservata o addirittura sgradita. Mediante l’etichetta è esaltato l’aspetto simbolico legato al vino che passa attraverso il segno grafico legato all’etichetta, l’uso dei colori, l’eleganza della carta o altro materiale, segni araldici o stemmi diversi di cui il produttore si può fregiare e che fanno riferimento ad un passato antico più o meno famoso, a volte troviamo etichette graficamente molto "semplici" ma di classe come quella del Morellino di Scansano dell'Azienda Poggiopaoli (pubblicata qui sotto).
L’etichetta, per similitudine, si può paragonare al libretto di circolazione dell’auto, infatti, è la carta d’identità del nostro prodotto e deve specificare alcune caratteristiche del contenuto. Innanzi tutto deve essere indicato a quale “denominazione” appartiene il vino secondo le norme in vigore (disciplinari di produzione). Avremo quindi vini da tavola (V.d.t.), vini a indicazione geografica tipica (I.g.t.), vini a denominazione di origine controllata (D.o.c.), vini a denominazione di origine controllata e garantita (D.o.c.g.). Secondo questa terminologia sappiamo che il produttore o l’imbottigliatore hanno dovuto rispettare canoni di produzione più (D.o.c.g.) o meno rigidi (V.d.t.) che la legislazione Comunitaria ed Italiana impongono a chi mette in commercio il vino. Le indicazioni – secondo il caso - possono essere riportate sull’etichetta vera e propria, sulla controetichetta, sul tappo, sulle fascette e sulla capsula. Le specifiche minime previste dalla legge (V.d.t.), sono : il lotto di confezionamento (necessario per risalire all’origine del prodotto), l’individuazione dell’imbottigliatore (che può essere il produttore stesso o un terzo), il luogo dell’imbottigliamento (non viene specificato da dove viene il prodotto) e la gradazione alcolometrica. Per le I.g.t. e D.o.c. avremo ulteriori ed interessanti precisazioni circa l’anno della vendemmia, zona di produzione, tipologia dei vitigni, notizie sulla vinificazione e abbinamenti consigliati ecc., la D.o.c.g. si distingue, in particolare, per l’obbligo di porre una fascetta sul collo della bottiglia che riporta una serie di riferimenti per la identificazione del prodotto.
Teniamo presente che la denominazione d’origine non è sinonimo di qualità, in quanto garantisce la provenienza dell’uva, il rispetto di procedure e determinati metodi di produzione e non offre alcuna certificazione sul risultato finale del prodotto, per intenderci, se la materia prima (uva) dovesse essere scadente ad esempio per un’annata infausta, difficilmente potrà essere realizzato, alla fine del ciclo di produzione, un vino di ottima qualità. Al riguardo è significativo precisare che i Produttori più “seri”, quando l’annata non è considerata all’altezza del vino che si intende produrre, rinunciano a mettere in commercio il vino con quello specifico marchio declassandolo o utilizzando diversamente il prodotto. Per esempio la vendemmia 2002 non è fu considerata degna per produrre un buon “Brunello di Montalcino” (e non solo), ragion per cui tanti produttori destinarono l’uva alla realizzazione del Rosso di Montalcino oppure ridusser
o il prezzo del Brunello stesso.
In ogni caso l’etichetta è il biglietto da visita del vino e consigliamo di leggerla sempre con attenzione prima dell’acquisto, più informazioni ci saranno sulla bottiglia più avremo modo di valutare “dall’esterno” il nostro vino prima di acquistarlo. La controetichetta, sul retro della bottiglia, fornisce notizie sui vitigni utilizzati, la provenienza dell’uva, consigli sugli abbinamenti, ecc(non è obbligatoria se tutte le informazioni richieste figurano già sull’etichetta).
Un suggerimento: diamo importanza a chi ha imbottigliato il prodotto privilegiando il Produttore piuttosto che un terzo Imbottigliatore, cerchiamo la zona di provenienza dell’uva e il luogo di lavorazione del prodotto (quindi attenti ai Vdt), verifichiamo se sono specificati i vitigni e, se ciò non si evince dall’etichetta, chiediamo informazioni al negoziante. Dopo questa raccomandazione, di cui mi auguro, non ne abbiate bisogno, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post.
Salute a tutti! Il vostro Sommelier Marco